Dal Regolamento metodologico interbranca:
Art. 5 - Progetto educativo
Il progetto educativo di gruppo elaborato dalla Comunità capi (CoCa) assicura l'unitarietà della proposta educativa
dell'associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell'ambiente in cui il gruppo vive.
Il progetto educativo di gruppo, che assume forma scritta, si muove all'interno dello Statuto, del Patto associativo del Regolamento dell'associazione.
Esso è presentato ad ogni nuovo capo che entra in Comunità capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necessità.
Il progetto educativo di gruppo viene concretizzato nei programmi di unità con gli strumenti specifici di ciascuna branca.
ANALISI D'AMBIENTE
L'attuale situazione del nostro gruppo, fotografata prima dei campi estivi 2003, è la seguente:
|
BRANCO
|
REPARTO
|
NOVIZIATO
|
CLAN
|
CO.CA.
|
TOTALE
|
|
| TOT |
30
|
32
|
07
|
05
|
15
|
95
|
| M |
13
|
13
|
04
|
03
|
08
|
43
|
| F |
17
|
19
|
03
|
02
|
07
|
52
|
| 1° |
05
|
08
|
02
|
|||
| 2° |
05
|
10
|
02
|
|||
| 3° |
12
|
08
|
01
|
|||
| 4° |
08
|
06
|
||||
|
|
30
|
36
|
06
|
11
|
14
|
|
|
|
26-28
|
38-40
|
08
|
12-14
|
12
|
Le richieste per entrare sono stabili, anche se si registra un tendenziale aumento di richieste di "non lupetti" in reparto.
E' stabile anche il numero dei ragazzi che entra effettivamente nel gruppo, con una leggera diminuzione in branco, dove però non si riesce a soddisfare la richiesta di bambini dal secondo anno in poi.
Tenndenzialmente dal reparto passano tutti in noviziato, mentre da qui abbiamo un 15 /20% che non arriva al clan.
Ragazzi usciti: la media annuale è di 2 in branco; 1 in reparto (qui tendenzialmente escono i ragazzi provenienti da fuori);
3 in r/s (media del 30% negli ultimi 3 anni in clan);
quelli che entrano dall'esterno in noviziato salvo eccezioni non rimangono più di un anno;
partenze: nel 2000 5 su 6 (tutti poi entrati in co.ca.);
nel 2001 2 su 3 (nessuno entrato in co.ca.);
nel 2002 2 su 3 (di cui 1 poi entrato in co.ca).
La zona di residenza dei ragazzi è, nella stragrande maggioranza, la Foce; pochi sono di fuori zona, provenendo dai quartieri di Marassi, S. Fruttuoso, Albaro circa il 20 % sul totale.
Lo status economico è medio alto, potremmo dire di "borghesia cittadina";
non ci risulta attualmente nessuna famiglia con problemi economici di rilevo.
Tipologie lavorative: professionisti, impiegati, commercianti, lavoratori autonomi.
Quanto agli aspetti religiosi c'è un buon numero di famiglie praticanti, di cui molte frequentano la S. Messa ai Servi.
Registriamo che, tendenzialmente, i genitori cercano di seguire i figli anche in questo ambito, in certi casi attraverso un dialogo costante con il nostro A.E..
Alcune famiglie del Gruppo si dichiarano non cattoliche, lasciando peraltro libertà di scelta ai ragazzi, anche nel decidere se e quando battezzarsi.
Non sempre, peraltro, le famiglie vivono con la dovuta importanza il momento in cui i ragazzi ed i bambini ricevono i sacramenti,
in particolare la comunione, se non sul piano meramente "materiale" ed organizzativo.
Non abbiamo riscontrato problemi con il catechismo.
Lo status culturale è di buon livello, anche grazie al benessere di cui godono le famiglie.
La maggioranza dei genitori è laureata.
Sui più piccoli ha una fortissima influenza la televisione ed i videogiochi, anche se numerosi bambini leggono libri, o gli vengono letti dai genitori.
Problemi familiari: abbiamo riscontrato che circa il 5 % dei ragazzi ha genitori separati o divorziati.
In questi casi si possono, tra l'altro, creare problemi logistici, dovuti agli affidamenti all'uno o all'altro genitore nel corso dei week -end.
Quanto ai rapporti con lo scoutismo, mentre in branco la partecipazione e l'interesse dei genitori non è sempre vivo,
nelle altre unità si nota una partecipazione molto alta, anche se, sempre tendenzialmente, la ricerca del dialogo con i Capi avviene solo quando sorgono problemi.
Altre agenzie educative.
Scuole. I ragazzi del reparto e clan frequentano soprattutto licei e, successivamente, l'università.
Sport. In branco si nota uno squilibrio tra bambini molto sportivi ed altri poco attivi.
Fino al noviziato alcuni ragazzi praticano sport in modo agonistico, con conseguenti problemi di coordinamento con attività scout; in reparto sono comunque molto sportivi, mentre in clan e noviziato fanno poco sport ed in modo discontinuo.
Altri ambienti frequentati.
Niente di particolare da segnalare; i ragazzi si frequentano abbastanza tra di loro.
Interessi. Per lo più quelli legati all'età: si va dal gioco per i lupetti, anche se con poca fantasia
(nei momenti liberi le bambine tendono a stare tra loro o a chiacchierare con i VV.LL.,mentre i maschi giocano o "alla guerra" o a calcio) alla musica, politica, teatro, lingue straniere per i rover/scolte.
Problematiche particolari.
Non abbiamo problemi di handicap, né psichici né motori. Non ci sono ragazzi stranieri né didiverse confessioni religiose.
Quanto al rapporto maschi /femmine, in CDA i ragazzi tendono a stare separati e, i maschi, a mettersi al centro dell'attenzione esprimendosi con un linguaggio spesso "colorato".
Punti di forza
In L/C c'è un gruppo unito, entusiasta, che si diverte, si dà aiuto reciproco, con grande sensibilità di alcuni. Molto bene la catechesi.
In E/G molto valido è l'attuale 4° anno, vero trascinatore del gruppo.
In noviziato buono l'entusiasmo e la capacità di autocritica.
In clan i ragazzi manifestano grandi ideali, con coerenza e consapevolezza, sembrano avere prospettive chiare
del proprio futuro, e c'è un vero rapporto di amicizia tra tutti.
Punti di crisi
In L/C si avverte scarsa capacità di concentrazione, un po' di polemicità di alcuni bambini, mancanza di fantasia,
scarsa attitudine ai giochi di movimento; manca completamente il valore dell'essenzialità e le capacità espressive.
In E/G incide negativamente il ridotto numero di maschi dell'ultimo anno.
In noviziato c'è spesso dispersione, scarsa attenzione, rispetto ed ascolto degli altri, capacità di impegnarsi dopo aver fatto autocritica.
In clan manca concretezza e confronto dialettico.
Analisi della CO.CA.
Attualmente la comunità capi è composta da 15 capi, 8 maschi e 7 femmine.
La "anzianità" media in Co.Ca dei presenti è di circa 3 anni e mezzo.
Tutti svolgono un servizio: 10 hanno la responsabilità di capounità, capogruppo o A.E.; 3 hanno il ruolo di aiuti; 2 sono tirocinanti.
La formazione capi è abbastanza buona: 4 hanno il brevetto di capo, 2 hanno frequentato il CFA e sono in attesa di nomina, 4 il CFM, 5 sono ancora senza formazione.
Quasi tutti hanno "provenienza interna" al gruppo.
Prospettive future: dal Clan sono ipotizzabili mediamente 2 entrate nei prossimi 3 anni.
Il tempo di permanenza dei presenti è di difficile valutazione.
Seguendo le tendenze degli ultimi anni si può ipotizzare una media di capi oscillante sulle 10/12
persone, numero che permette di gestire le unità attuali e di garantire un discreto trapasso nozioni, ma che fa sempre "rischiare" situazioni impreviste.
E' per ora difficile ipotizzare la possibilità di apertura di altre unità (come un secondo branco).
Aspetti positivi sono l'attenzione alle cose, l'amore nel fare servizio, la passione e l'impegno nel portare avanti le idee
e nel fare le cose per bene (da qui a volta nasce tensione), il buon livello di preparazione metodologica,
con una partecipazione costante ad eventi formativi e la buona testimonianza a livello di fede e di catechesi
E' necessario invece fare attenzione a:
- affidabilità e coerenza nel dare disponibilità per il futuro, per evitare situazioni impreviste
da affrontare in via emergenziale
(a questo fine può essere utile anche parlare al resto della Co.Ca. dei progetti personali di ciascuno
ed affrontare le prospettive per il futuro del gruppo già durante l'anno);
- garantire alternanza nel servizio a partire dagli anni di r/s;
- creare una coscienza comune sul discorso Partenza
- vivere in Co.Ca. attività "forti", che facciano crescere la comunità
- fare riflessioni sul metodo per trovare continui spunti utili per il ruolo di educatori
(utile anche parlare con esperti)
- fare attività di conoscenza, per imparare ad ascoltarsi di più, con maggiore tolleranza
- non prendere le critiche sul personale e fare attenzione al modo in cui si dicono le cose.
- organizzare riunioni più stimolanti e divertenti, con momenti anche per "staccare la spina"
- evidenziare le priorità, le questioni su cui vale la pena discutere a fondo e quelle delegabili,
su cui non è utile perdere tempo
- portare maggiormente a conoscenza degli altri i programmi di unità e gli obiettivi che ciascuna staff persegue.
OBIETTIVI EDUCATIVI
1. NATURA
Dal regolamento metodologico interbranca:
Art. 24 - Vita all'aperto ed educazione ambientale
La vita all'aperto, prevalentemente in ambienti naturali ma anche alla scoperta delle città dell'uomo,
è un ambito irrinunciabile in cui si attua la formazione scout.
Essa offre la possibilità di scoprire le relazioni che legano gli elementi di un ambiente,
del ruolo che in esso è chiamato a giocare l'uomo
e di riconoscere l'uomo stesso come parte di un unico disegno di Dio Creatore.
La vita all'aperto risponde al bisogno di avventura, insegna la semplicità e l'essenzialità,
sviluppa il senso di solidarietà e mette alla prova la disponibilità all'aiuto reciproco,
è luogo di esperienza delle tecniche scout.
Il confronto con le difficoltà concrete, proprie del gioco avventuroso dello scautismo,
dà la misura della propria povertà, ma anche delle possibilità di inserirsi positivamente
nel proprio ambiente di vita.
Questa abitudine a scoprire e a stabilire relazioni costituisce una scuola attiva per una presa di coscienza
della propria personale corresponsabilità nell'uso equilibrato delle risorse naturali
e promuove comportamenti corretti orientati verso losviluppo sostenibile.
Obiettivi:
- vivere il più possibile le attività all'aperto, in contesti ambientali stimolanti e positivi ( scoperta)
- conoscere l'ambiente naturale osservato e vissuto durante le uscite:
piante, animali, astronomia, territorio, ecc. (competenza)
- acquisire consapevolezza e rispetto dell'ambiente; attenzione verso ecologia, riciclaggio, risparmio
energico, impatto ambientale delle attività;
conoscenza e contatto con associazioni, enti e figure professionali che si occupano di queste tematiche;
impegno concreto per migliorare l'ambiente,con servizi di pulizia, prevenzione e via dicendo (responsabilità)
Attenzioni concrete e strumenti:
- imparare ad avere attenzione e "stupore" verso le meraviglie del Creato in modo abituale
e non strettamente legato alle attività specifiche
- non fermarsi alle attività puramente teoriche ma cercare il più possibile di far vivere esperienze concrete
- aver cura nella scelta dei posti delle attività e nel vivere esperienze di cammino
- richiamare nella catechesi la Creazione e l'amore di Dio verso le sue creature,
utilizzando quali strumenti privilegiati il deserto e l'hike, l'approfondimento spirituale (conoscere per amare,
amare per servire), la simbologia della natura (acqua, battesimo, fuoco, spirito santo)
- acquisire maggiore competenza in CO.CA.,
anche attraverso specifiche attività per formarsi su queste tematiche
- vivere i tre obiettivi in modo globale nel corso di ciascun anno,
realizzando attività ad un livello via via più alto.
2. SCOUTING
Dal regolamento metodologico interbranca:
Art. 25 - Scouting
Tipico della proposta scout è lo scouting, atteggiamento di proiezione verso l'ignoto,
animato dal gusto di esplorare che spinge ad andare oltre la frontiera.
I bambini, i ragazzi ed i giovani imparano facendo, privilegiando l'esperienza attraverso l'esercizio continuo
dell'osservazione, della deduzione e dell'azione.
Questo atteggiamento si realizza prevalentementeattraverso l'acquisizione di abilità e di tecniche scout.
Obiettivi:
- Riscoprire le tecniche tipicamente scout : la pionieristica, l'abilità manuale, il pronto soccorso...
e sviluppare le competenze già acquisite.
- Avere attenzione all'imparare facendo, privilegiando l'esperienza della osservazione,
della deduzione e dell'azione
- Puntare sulla creatività, la fantasia, l'originalità nella decisione delle attività
(ad esempio nelle AAT per l'L/C, nell'impresa per l'E/G, nel Capitolo per l'R/S)
e nella risoluzione dei problemi (dovrebbe essere facilitata dall amaggiore confidenza con le tecniche)
- Garantire continuità nelle tre branche, e quindi valorizzare le competenze acquisite
lungo il cammino di ciascuno ed i risultati raggiunti (specialità e competenze)
- Utilizzo della simbologia: significato, importanza e sacralità dei simboli, dei riti
e dei momenti chiave per la comunità
- Vivere con particolare attenzione la crescita spirituale
ed i momenti più significativi nella catechesi dei ragazzi (sacramenti).
- Richiamare nella catechesi l'avventura e la fiducia in Dio
(figure chiave, tra gli altri: Abramo, Mosè, Giosuè, S.Paolo, S. Francesco, B.P.)
- Utilizzare come strumento privilegiato gli SCRITTI DI B.P., sia per i capi sia per i ragazzi.
3. RESPONSABILITA' - SCELTA
Dal regolamento metodologico interbranca:
Art. 27: - "L'uomo e la donna della Partenza sono coloro che scelgono di giocare la propria vita
secondo i valori proposti dallo scautismo, di voler essere uomini e donne che indirizzano la loro volontà
e tutte le loro capacità verso quello che hanno compreso essere la verità, il bene e il bello,
di annunciare e testimoniare il Vangelo, di voler essere membri vivi della Chiesa,
di voler attuare un proprio impegno di servizio."
Obiettivi:
- avere coscienza del proprio dovere in ogni occasione, anche senza l'esigenza dello stimolo del Capo
- essere consapevoli della necessità di dover affrontare le conseguenze delle proprie azioni
- saper guardare in modo critico, ma in senso sempre costruttivo e positivo, la propria condotta
- saper organizzare le attività per tempo, evitando di ridursi all'ultimo minuto
- avere sempre rispetto del materiale comune
Attenzioni concrete e strumenti:
- Porre maggiore fiducia nei ragazzi, così da educarli alla responsabilità a partire dagli anni di branco
- avere cura nella scelta degli impegni nella progressione personale
(concreti, verificabili, con scadenze predeterminate)
- dare una particolare responsabilità ai più grandi (CDA, CON.CA., III anno di Clan),
ponendo attenzione all'ultima fase della progressione personale
- abituare all'importanza di saper scegliere
- utilizzare gli strumenti della Legge e della Promessa come scelte felici e libere,
richiamando anche il loro significato originario di impegno cavalleresco nei confronti del prossimo (S.Giorgio)
- richiamare nella Catechesi figure significative di persone che hanno saputo fare scelte significative di vita
- avere sempre attenzione alle modalità di intervento (punizioni ecc.)
nel caso di comportamenti non responsabili dei ragazzi, sfruttando queste occasioni in modo intenzionale
e personalizzato, garantendo allo stesso tempo la credibilità delle decisioni dei capi.
4. PROGRESSIONE PERSONALE UNITARIA
Dal Regolamento metodologico interbranca:
Art. 27: "Si definisce progressione personale il processo pedagogico
che consente lo sviluppo graduale e globale della persona, mediante l'impegno ad identificare,
sviluppare e realizzare le proprie potenzialità.
Tale processo si attua attraverso una serie di esperienze concrete in rapporto ad obiettivi determinati:
in questo modo la persona è stimolata a crescere ed a prenderne consapevolezza.
La progressione personale del ragazzo e della ragazza è unitaria, cioè proposta e vissuta con continuità
all'interno delle tre branche.
Punto di riferimento dell'intero percorso è la Partenza,
compimento dell'iter educativo proposto dall'associazione."
Art. 32: "La progressione personale assume particolare rilievo nei momenti di passaggio
da una unità all"altra. I capi valorizzano le esperienze e le competenze acquisite da ciascuno,
partendo da queste per proseguire il cammino educativo, dando così continuità e unitarietà
a tutta la proposta scout. Ogni ingresso in una nuova unità prevede un periodo che assicura a ciascuno
un tempo adeguato di scoperta in cui può ambientarsi, capire le regole del gioco, individuare precisamente
che cosa gli è richiesto.
Questo tempo si conclude con la pronuncia della Promessa nelle branche L/C e E/G
e con la Firma dell'Impegno nella branca R/S."
Obiettivi:
- Porre maggiore attenzione alla PPU intesa come processo pedagogico che consente lo sviluppo graduale
e globale della persona mediante l'impegno ad identificare, sviluppare e realizzare le proprie potenzialità
- Garantire unitarietà e continuità alla progressione personale, favorendo l'utilizzo di tutti gli strumenti che
permettano la collaborazione interbranca e lo scambio di informazioni tra i Capi
Attenzioni concrete e strumenti:
- Utilizzare la scheda unitaria di Progressione personale, curandone l'aggiornamento
e la consegna ai Capi delle altre branche
- Porre particolare attenzione al momento dei Passaggi, ai riti, all'accoglienza, alla considerazione della strada
fino ad allora percorsa da ciascun ragazzo
- Conoscere il più possibile i ragazzi, anche al di fuori della vita scout,
così da individuare obiettivi più mirati ed adatti alla loro crescita
- Scegliere gli impegni di P.P. nel confronto con i ragazzi, per renderli consapevoli delle scelte che compiono.
* * POSTILLE * *
RAPPORTI CON LA PARROCCHIA
Gli attuali rapporti con la Parrocchia S.M. dei Servi, dove il Gruppo è ospitato
e seguito nel cammino di catechesi, sono molto buoni.
Vogliamo far si che la partecipazione degli Scout alla vita parrocchiale continui a mantenersi viva e
significativa, ritenendo questo obiettivo importante sia per i ragazzi che hanno la possibilità di rendersi
parte attiva della comunità religiosa in cui sono inseriti , sia per l'intera comunità a cui possiamo rendere
un utile servizio.
In concreto, vogliamo:
- Continuare l'esperienza delle S. Messe domenicali delle 18.00,
offrendo il servizio della preparazione della funzione, dei canti e delle letture,
facendo si che tale Messa diventi sempre di più la "messa di gruppo".
- Cercare, laddove possibile, di partecipare ai momenti più importanti della vita parrocchiale,
concordando all'inizio dell'anno con l'Assistente il calendario ed il ruolo che il Gruppo può avere.
- Partecipare al C.P.P. mediante un nostro rappresentante (Capo Gruppo o delegato).
MACRAME' 2004
Il Reparto ha fatto domanda per iscriversi a questo importante evento internazionale che si svolgerà a Vara
nell'estate 2004 (vedi: http://www.liguria.agesci.it/macrame/home):
ad oggi non sappiamo ancora se potrà parteciparvi o meno.
In tutti i casi, siamo consapevoli dell'unicità di questa occasione, tra l'altro inserita all'interno di un momento
particolare della vita cittadina (Genova Capitale Europea della Cultura)
e vorremmo che tutto le unità inserissero nei propri programmi attività "mirate" agli obiettivi dell'evento
(cittadini del mondo, relazione con gli altri, spiritualità, scouting) e che il Reparto, ove riuscisse a partecipare,
garantisse un "ritorno" su tutto il Gruppo.
ANNIVERSARIO 40° GE XII
Durante l'anno 2004/2005 ricorre il 40° anniversario dalla fondazione del nostro Gruppo;
è un evento che non può passare inosservato.
Vorremmo realizzare almeno due grosse attività:
- una sagra a Cravasco, nel mese di ottobre 2004, approfittandone per rivalorizzare la casa di Gruppo
e raccogliere fondi per beneficenza
- un campo di Gruppo, nell'estate 2005.
Ci piacerebbe coinvolgere il più possibile a questo scopo sia i genitori sia i "vecchi capi" del Gruppo.
VERIFICHE DEL P.E.G.
Crediamo sia molto importante prevedere fin da subito degli strumenti di verifica di questo Progetto,
che individuiamo in:
- un cartellone da tenere stabilmente in sede di Co.Ca., dove evidenziare le attività concrete via via realizzate
per concretizzare gli obiettivi
- una verifica più accurata ogni anno, durante il bivacco di Primavera.
Genova, 3 giugno 2003